CINEMATOGRAPHY OF URBAN MADNESS (2009)

 

Decomposing the visual narrative typical of a movie screenplay into still frames and rearrenging them into a polyptic multiplies the visual possible sequences, which depend on how the viewer's eye would move across the panels. With six still frames extracted from an imaginary slasher movie, one can obtain 720 different possible sequences. Different observers would therefore randomly pic one of these  and experience different narratives depending on the chosen sequence. The experience  becomes randomized and subjective, unlike a movie, where the choice is fixed and made by the director for the viewer.

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La decomposizione della narrativa tipica di una sceneggiatura cinematografica in immagini fisse e la loro ricomposizione in un polittico moltiplica le possibili sequenze visive ottenibili, che dipenderanno ora da come l'occhio dell'osservatore si muove da un pannello all'altro. Con sei immagini estratte da un ipotetico film giallo si possono ottenere 720 possibili sequenze di queste sei immagini (senza ripetizioni). Diversi osservatori sceglieranno dunque una di tali sequenze in modo casuale e sperimenteranno diverse narrative a seconda della sequenza scelta. L'esperienza diventa quindi casuale e soggettiva, a differenza di un film, dove la scelta è prefissata e fatta dal regista per lo spettatore.